Occorre risalire partendo
dalle rocce del mare,
dall'agave svettante
solitaria e poi sù fino al
casolare tra i coltivi,
oppure al Santuario sul
monte: ciò costituisce un'ascenzione
quasi diurna per gli
abitanti di questi luoghi,
che rafforza e ravvicina
l'uomo al cielo. Giunto in
alto percorri allora il
dedalo di minuscoli viottoli
sui muri a secco, a
precipizio sull'orlo degli
orti - aiuole protette come
reliquie, fra i filari
ordinati e distesi delle
viti e resta li, pensile
come falco a scrutare il
fondo delle scogliere, a
roteare lo sguardo verso
l'infinito smeraldo di mare
aperto per poi risalire, su
su, per
e terrazze verdi ricamate a
macramè da viti come tappeto
persiano e leva infine il
volto al cielo turchese
magari frastagliano da
qualche bianca e vaporosa
nuvola, puoi chiudere allora
gli occhi e annusare
l'inebriante aria forte di
mare, odorosa, permeata
d'erica, di pino e di
canuto.
aImpregnato di tutto questo
insieme, se la vita ha un
senso, sarai più vicino al
senso della vita, e ti
sembrerà forse di possedere,
almeno per un istante,
l'universo intero. Ciò che
accomuna i paesi e il
paesaggio che li circonda
quale risultante di una
stratificazione culturale
organica delle cose; quelle
degli uomini e di una natura
segreta, intima, carica di
forza espressiva e difficile
come è difficile da queste
parti, anche dal mare,
l'approdo.
( Testi tratti da " Magiche
Cinque Terre ", Luna Editori
)