Vuole la tradizione della sua fondazione
quale opera degli abitanti di Volastra che necessitavano di una base operativa tra
vigneti ed oliveti in prossimità del mare. Corniglia, infatti, si innalza di circa
100 m dal mare ed è collegata alla stazione ferroviaria con 337 scalini.
Le case sono abbarbicate dai coltivi. Quando si giunge alla chiesa di S.Pietro,
edificata nel 1334 sui resti di una cappella dell'XI sec., si rimane sconcertati ad
ammirare il meraviglioso rosone in marmo bianco di Carrara, proprio nel borgo più piccolo
delle Cinque Terre ! E' opera dei Maestri campionesi, Matteo e Pietro da Campilio, che lo
intagliarono così finemente, con decorazioni leonine e fitomorfe, nel 1351. La facciata,
in pietra locale ha mantenuto la struttura originale. Nella lunetta del portale ogivale
son ben visibili tre figure marmoree sempre dai Maestri Campionesi. L'interno, barocco,
marita sicuramente la visita, anche se di minore importanzarispetto all'esterno per gli
evidenti rifacimenti.
L'edificio con archi gotici
in pietra nera che si trova
sotto il sagrato della
chiesa, viene indicato come
l'antica stazione di posta
dei Fieschi. Nel centro
della piazzetta dell'abitato
si trova l'Oratorio dei
Disciplinati di S.Caterina.
Una torre poligonale e, nel
cimitero, i resti inglobati
del castello del XVI sec.
sono ciò che resta della
fortificazione dei genovesi.
Corniglia
Parrocchiale di S.Pietro
La prima parrocchia del
borgo era dedicata a S.
Maria Maddalena, ma
purtroppo prima dell'anno
mille crollò. I cornigliesi
decisero così di fondare una
nuova in luogo più sicuro e
ancor oggi i resti di tale
edificio sono visibili,
anche se inglobati
nell'attuale edificio che fu
costruito a partire dal
1334. La potente famiglia
dei Fieschi-Adorno, che
allora era proprietaria del
paese, si accollò le spese
per la costruzione. Il
tempio, intitolato a S.
Pietro, che possiamo
ammirare oggi è costruito in
pietra locale, ha una
facciata in stile gotico ed
è a pianta basilicale, a tre
navate. La Chiesa ha una
sola porta d'ingresso, a cui
si accede per mezzo di una
scalinata a forma di
semiottagono.
Di notevole interesse è il rosone in marmo eseguito,
come ci conferma un'iscrizione, da Matteo e Pietro da Campiglia, che è composto da elementi di
diverso desegnio l'uno dall'altro.
(Testi tratti da "Magiche Cinque Terre", Luna Editori)