Completamente restaurato diverrà prossimamente la sede del museo geopalenteologico, unico in Europa per importanza scientifica e tecnologia impiegata.
Un’altra risorsa architettonica di Lerici è la Torre di S.Rocco, di epoca romana nasce con l’obiettivo di essere un valido sito per avvistamenti ma fu poi trasformato in semplice campanile nel XVI secolo. Al suo interno è possibile osservare lo stemma genovese che indicava l’entrata del porto.
Un luogo sicuramente interessante dal punto di vista architettonico è anche l’Oratorio di San Rocco che risale al secolo XIII e che, come testimonia la lapide collocata sulla fronte dell’attiguo campanile, è dedicata inizialmente ai Santi Martino e Cristoforo e successivamente, verso il 1523 venne intitolato a S.Rocco, protettore degli appestati, poiché il ‘500 fu proprio il secolo della pestilenza.
Infine la Chiesa Parrocchiale di S.Francesco d’Assisi la cui origine risale alla fine del 1200. Fu poi ricostruita più ampia fra il 1632 e il 1636, in seguito al suo abbattimento. La Chiesa è dotata di una sola navata . Le pale d’altare sono notevoli opere d’autore, quasi tutte di scuola genovese. Preziosi arredi sacri sono conservati nel tempio, in particolare un ricco piviale, dono della famiglia Botti.
Presso la Chiesa si eleva l’oratorio di S.Bernardino da Siena, fondato al tempo del Santo titolare che fu in seguito riedificato. Sull’altare maggiore si può ammirare un dipinto di Domenico Fiasella. Poco lontano dal centro di Lerici, a S.Terenzo sorge un altro imponente Castello. 
Questa costruzione, inizialmente aveva soltanto il compito di difendere dalle incursioni nemiche e si presentava come una semplice torre merlata. Il castello è stato poi completato nel 1400 e, alla fine del XV secolo, con l’evolversi dei mezzi di difesa e offesa cominciò a subire le prime modifiche. Attualmente al suo interno si sta realizzando un museo dedicato a Shelley.
Sempre a S.Terenzo sorgono due maestose ville. La prima, Villa Magni, fu costruita nel XVI secolo e subito divenne il monastero dei Padri Barnabiti. La villa fu poi abitata, nel 1822 da Percy Bysshe Shelley e Mary Shelley quando l'immobile era di proprietà dei marchesi Ollandini. Nel 1888 fu costruita la strada che la divise dal mare.La seconda, Villa Marigola è situata su di un poggio che domina la baia di S.Terenzo e la spiaggia della Venere Azzura; nel 1888 il proprietario divenne l'ammiraglio inglese Sir  
Reginald Pearce che la comprò dai marchesi fiorentini Maccarani. Nei primi anni del ‘900 divenne di proprietà dei marchesi Magni Griffi mentre oggi è un centro congressi nel quale, nel periodo estivo si svolgono gli “incontri con gli autori” organizzati dal Comune.
 
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